LA NUOVA CLASS ACTION

Autore: AA.VV.
Editore: NELDIRITTO.IT
Anno di Pubblicazione: 2010
ISBN: 9788895675848
Disponibilità: Disponibile in 3 giorni
Prezzo: € 38,00
L’azione collettiva risarcitoria, di cui all’art. 140 bis del codice del consumo, introdotta dalla legge finanziaria per il 2008, esce dal nostro ordinamento senza essere mai stata applicata; al suo posto, l’art. 49 l. 23 luglio 2009, n. 99 ha previsto la nuova azione di classe, il cui testo sostituisce integralmente il disposto dell’art. 140 bis.
Si tratta di uno strumento innovativo, che consente al singolo consumatore di agire davanti al giudice civile chiedendo il risarcimento del danno o la restituzione di somme non soltanto per sé, ma anche per tutti gli altri consumatori che, trovandosi in una situazione sostanziale analoga a quella del proponente, entrano a far parte della classe, aderendo alla azione.
Il catalogo delle forme di tutela collettiva sembra, quindi, essersi completato, essendo stato raggiunto uno dei principali obiettivi di un percorso normativo che, in poco più di un decennio e sotto la regia delle istituzioni comunitarie, ha dato vita ad una vera e propria nuova branca del diritto dei rapporti interprivati, ormai nota come diritto dei consumi.
È ormai un dato di fatto che l’innovazione della disciplina sostanziale, con l’attribuzione ai consumatori e utenti di nuovi diritti, qualificati come fondamentali, è stata accompagnata, in un evidente percorso bifasico, dalla individuazione di innovative e più efficaci tecniche di tutela di tali diritti.
L’evoluzione degli strumenti di tutela giurisdizionale collettiva, che ormai affiancano le tradizionali forme di tutela individuali, si giustifica alla luce della esigenza di garantire una più efficace protezione di quei diritti ed interessi che si riscontrano in una pluralità indeterminata di consumatori ed utenti, nonché in vista della necessità di far emergere una domanda di giustizia che, spesso, rischia di rimanere inespressa.
Il percorso normativo della tutela consumeristica si snoda attraverso alcune tappe fondamentali quali l’introduzione dell’azione inibitoria in materia di clausole vessatorie (art. 1469 sexies c.c., ad oggi trasfuso nell’art. 37 del Codice del consumo) e, a distanza di circa un biennio, la previsione delle azioni collettive introdotte con l’art. 3 della legge 30 luglio 1998, n. 281 (ad oggi trasfuse nell’art. 140 del Codice del consumo).
Tale percorso, analizzato nella prima parte del presente volume, evidenzia la inequivoca scelta del legislatore nazionale di colmare il deficit di tutela che normalmente connota le posizioni giuridiche dei soggetti che rappresentano l’ultimo anello della catena distributiva, quella del c.d. consumo, attraverso l’ampliamento della legittimazione delle associazioni o enti esponenziali, a cui è demandato di attivarsi, anche in via preventiva, laddove i singoli non potrebbero o non troverebbero conveniente agire. Il fenomeno è quello a tutti noto delle cause di basso valore e, pertanto, eccessivamente costose per l’iniziativa individuale del singolo consumatore, che rinuncia sovente ad intraprenderle. La lacuna che si determina per tale via, con un evidente rafforzamento della controparte professionale, viene colmata grazie all’iniziativa delle associazioni, che affrontano i costi di azioni giudiziarie dirette alla salvaguardia dell’interesse di interi settori di consumatori e utenti, e sollecitano decisioni giurisdizionali improntate ad effettività, le quali determinano la cessazione delle condotte lesive ed il ripristino delle posizioni giuridiche pregiudicate.
L’accesso a forme di tutela giurisdizionale collettiva, grazie alla azione di classe, non è più però esclusivo appannaggio delle grandi associazioni dei consumatori, ma viene riconosciuto anche al singolo consumatore, al quale soltanto è riservata la possibilità di avviare un processo finalizzato ad ottenere un rimedio risarcitorio e restitutorio satisfattivo dei diritti dell’intera classe.
La seconda parte del presente volume è, quindi, interamente dedicata alla analisi di questo nuovo strumento processuale, il quale, accanto ad indiscutibili pregi, presenta diversi difetti ed alcuni punti oscuri.
La novità deve certamente essere salutata con entusiasmo, pur nella consapevolezza che la prova più dura, data dalla concreta applicazione della norma, non è stata ancora affrontata. Il disegno normativo complessivo della tutela collettiva dei diritti dei consumatori e degli utenti, del quale la riflessione di questo volume intende approfondire le potenzialità applicative, deve tendere alla nascita e al consolidamento di regole e principi in grado di assicurare parità nei rapporti tra operatori professionali e non professionali presenti sul mercato.
Il rischio, puntualmente tradottosi in realtà con riguardo alla azione collettiva risarcitoria, che alle pagine degli interpreti ed al dibattito accademico non faccia seguito una significativa prassi applicativa, sembra scongiurato: a partire da gennaio 2010, l’azione di classe sarà a disposizione degli operatori del diritto, ai quali spetterà il compito di consentirne il miglior funzionamento possibile.